Il software è come il sesso, è meglio quando è libero. (Software is like sex, it's better when it's free).
Chiunque bazzichi nell'universo Linux sà sicuramente che riferirsi al sistema operativo in sè con questo nome è come chiamare una automobile con la sigla del suo motore. Linux (o meglio GNU/Linux) è il kernel del nostro SO preferito e attorno a lui è nato un universo di distribuzioni diverse che lo utilizzano. Basta una rapida occhiata a distrowatch per farsi venire il mal di testa. Sul motore nessun dubbio, ma quale carrozzeria ? Dopo prove e riprove, download e installazioni, formattazioni e riformattazioni io credo di averla trovata : Archlinux è la mia distro. Vediamo perchè.
Arch Linux per me è la distribuzione ideale, si adatta in modo magistrale al mio modo di fare/usare un computer.
Cominciamo subito con i dire che Arch Linux non è per principianti, niente point e click, niente GUI di configurazione. Se questo vi spaventa Arch Linux non fà per voi. Questa distribuzione vi obbliga ad imparare e capire quello che state facendo o volete ottenere. Se non temete questo e la linea di comando, vi darà immense soddisfazioni (informaticamente parlando, ovviamente).
Il progetto Arch Linux nasce da un idea di Judd Vinet nel tentativo di creare la sua distribuzione ideale che consisteva essenzialmente nell' avere un sistema per power users leggero e semplice da gestire. Semplicità dunque non significa "newbie friendly", significa un sistema strutturato in modo che sia facile da gestire e configurare e che ogni aspetto o pacchetto/servizio installato sia il risultato della volontà di chi ha installato la distro. Obiettivo raggiunto: Arch Linux è personalizzabile in ogni suo aspetto, il file di configurazione è semplice, strutturato e facile da trovare. Tutto questo in contrasto con molte altre distriubuzioni. Da qui il motto di Arch Linux:
La semplicità e un concetto molto relativo, ma dato che chi usa Arch è spesso abbastanza esperto in materia, vediamo cosa implica questa semplicità tanto sbandierata.
La ISO di Arch è molto piccola (160 MB circa) in quanto solo un sistema di base (il "core") viene installato da CD: il resto è reperito direttamente da internet in base ai vostri bisogni. Esiste una anche una ISO da 30MB per l' installazione via FTP dai mirror di Arch (o da una vostra macchina in rete). Niente pacchetti sul CD, solo il necessario per il boot e per il collegamento FTP. Grandioso.
Niente versioni semestrali, niente versioni "Long Term Support": Arch segue il cosiddetto "rolling update system". La ISO che scaricate è un semplice (o poco più) "snapshot"" dei repository fatto al momento della creazione della ISO stessa. Questo significa che potreste usare una ISO vecchia di un anno per installare il sistema di base, e poi con un semplice e banale comando allinearla allo stato dell'arte.
Essenziale. Appena finito di installare Arch il vostro sistema non contiene nulla/non avvia nulla che non sia la shell bash, i moduli e servizi essenziali al funzionamento basilare della vostra macchina, gli strumenti di sviluppo GNU e i sorgenti per compilare eventuali moduli del kernel.
"Dove è il file per configurare rete?" "Dove si imposta il nome host?" "Come si abilitano i moduli del kernel?" "Come si avviano i servizi?" Queste sono solo alcune delle domande ricorrenti che vi ponete quando cambiate distro. Ebbene su Arch tutte queste impostazioni si fanno da un unico file : /etc/rc.conf . Qui dentro trovate tutto quello che vi serve, una sorta di (perdonatemi la blasfemia) config.sys+autoexec.bat di msdos memoria. Quindi di base avrete a che fare con:
Di base niente altro. KISS *.
Da linea di comando digitare:
pacman -Syu
Difficile non trovare quanto ci serve sul wiki ufficiale. Disponibile anche in italiano (almeno per le cose principali) questa risorsa si dimostra indispensabile sia in fase di installazione che di configurazione. Da non perdere.
Quanto abbiamo visto può essere interessante e utile, ma se i vantaggi fossero solo questi Arch Linux forse non avrebbe fatto breccia nè in me nè in molti altri. Vediamo quali sono le altre frecce al suo arco.
Arch Linux, lo si nota specie se installato come sistema desktop, è estremamente veloce e reattivo. Questo, oltre al fatto che non installa e avvia servizi "inutili/che non mi servono", è dovuto al fatto che kernel è pacchetti sono compilati/ottimizzati per i processori i686. Niente ramo i386 dunque, non si può installare su PC arcaici, ma solo dai Pentium II in sù. Arch già oggi dispone del kernel 2.6.23 con il nuovo scheduler CFS, sicuramente una marcia in più quando usato come desktop. Per la cronaca aggiungo che è disponibile anche il ramo 64bit per i processori di nuova generazione.
Non voglio parlare di un sistema frenante per automobili ma dell'utilissimo Archlinux Build System . Per capire a cosa diavolo è e cosa serve ABS facciamo una piccola premessa.
I pacchetti binari di Arch sono relativamente semplici da costruire. Si crea un file PKGBUILD che contiene tutte le informazioni sul pacchetto, il link al sorgente, le sue dipendenza e le istruzioni per la sua compilazione. Facciamo un esempio, ecco il PKGBUILD del mio immaginario pacchetto "foobar" :
#$Id: PKGBUILD,v 1.15 2007/06/11 10:42:53 alexander Exp $
#Maintainer: dorphell <dorphell@archlinux.org>
#Contributor: Tom Newsom <Jeepster@gmx.co.uk>
pkgname=foobar
pkgver=3.5
pkgrel=3
pkgdesc="Foobar è un software per fare qualche cosa"
url="http://stenoweb.it/projects/foobar"
arch=(i686 x86_64)
license=('GPL')
depends=('glibc' 'ncurses' 'gpm')
source=(http://stenoweb.it/foobar/$pkgname-$pkgver.tar.gz)
md5sums=('9bdffecce7ef910feaa06452d48843de')
#Build
build() {
cd $startdir/src/$pkgname-$pkgver
./configure --prefix=/usr --sysconfdir=/etc
make || return 1
make DESTDIR=$startdir/pkg install
}
Non mi metto a spiegare la sintassi di PKGBUILD, mi basta far capire che se per caso esce la versione 3.6 di foobar e voglio aggiornare il pacchetto lo posso fare in modo banale: edito il PKGBUILD e cambio la riga
pkgver=3.5
pkgver=3.6
makepkg
AUR (Archlinux User Repository) è, di fatto, una estensione di ABS. A volte capita che il pacchetto che ci serve non sia presente nei repository ufficiali e allora che faccio ? Possibile che a nessun altro sia servito ?
Normalmente avrei due strade da seguire:
La prima opzione è possibile ma scarsamente usata. Arch non dispone di molti repo alternativi, e uno dei motivi è sicuramente la presenza di AUR unita alla facilità con cui si creano e compilano i pacchetti. AUR non è un repository di pacchetti binari ma un repository di PKGBUILD creati da normali utenti e utilizzatori di Archlinux. Su AUR ci sono migliaia di PKGBUILD pronti da scaricare per creare da noi con "makepkg" il pacchetto che ci serve. I pacchetti di AUR si possono votare e i più meritevoli/utili passano poi nel repo ufficiale [community] in forma binaria. Non credo ci siano altre distro con qualcosa del genere. Semplice e geniale.
I pacchetti forniti sono sempre al passo con i tempi, gli aggiornamenti rapidissimi. OpenOffice, Firefox ecc. sempre all'ultima versione. A volte passano poche ore dalla pubblicazione della fix alla presenza del pacchetto nei repository ufficiali.
Bhè, su questo fatto molti non saranno d' accordo con me, ma a me piace anche il fatto che Arch Linux non si fascia la testa con l'antico dilemma del software proprietario o no. Sui repository ufficiali o su AUR trovate driver nvidia proprietari, vmware, fonts microsoft, codec multimediali, librerie per leggere DVD e molto altro. Non serve andare a caccia per la rete, se vi serve qualcosa è molto probabile che tra repo ufficiali e AUR lo troviate. Ad esempio installare i driver nvidia si risolve in un semplice:
pacman -S nvidia
Avrete forse notato che in questa mia recensione su Arch non ho minimamente parlato di interfaccia grafica, gnome, KDE, Compiz e cubi rotanti. In questo Arch non è diverso dalle altre distro, installate quello che vi pare seguendo l'ottimo wiki ufficiale. Ma magari state installando un server e di questi orpelli non sapete che farvene.
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